Curiosità

Ansia da Primo Giorno di Scuola

Ansia da Rientro, come Superarla?

Il primo giorno di scuola, che sia il Primo giorno con la P maiuscola, quando dalla scuola di infanzia si passa alla scuola primaria, o che sia un “semplice” primo giorno di scuola, trasmette uno stato di ansia. 
Che poi, a pensarci bene, anche quando noi adulti rientriamo dalle ferie, non percepiamo forse quello strano malessere? 
Concentriamoci però sulla scuola. Che sia scuola primaria, secondaria di primo o secondo grado, il primo giorno di scuola mette un po’di ansia a tutti: alunni, genitori e insegnanti. 
Durante il periodo estivo i tempi sono dilatati, le discussioni che si facevano in inverno per i compiti, sembrano essere più leggere. Il mare, le vacanze, la montagna, tutto ci permette di rilassarci almeno un po’ e di farci dimenticare le preoccupazioni vissute durante l’anno scolastico. 

Tuttavia, mano a mano che si avvicina il primo giorno di scuola si inizia a percepire un certo malessere
I genitori iniziano a sentire la responsabilità di seguire i figli nei compiti e la frustrazione di accompagnarli a scuola ingorgandosi nel traffico dell’ora di punta. Gli insegnanti sentono la responsabilità di formare nuove menti, la sfida di riuscire a condurre tutta la classe, nessuno escluso, verso la fine dell’anno scolastico, lasciando in loro qualche nozione, ma soprattutto la sete di conoscenza. 

E i bambini?

Anche, e forse soprattutto, i bambini percepiscono un po’ di malessere psicofisico mano a mano che le vacanze finiscono e si avvicina il fatidico primo giorno di scuola.
Il vissuto può essere misto. Da una parte la felicità di rincontrare i compagni di classe e la voglia di apprendere qualcosa di nuovo. Dall’altra l’ansia dovuta alla preoccupazione di non essere all’altezza e di non rispettare le aspettative di genitori e insegnanti. Un altro fatto può concorrere a generare questo malessere: il cambio improvviso di routine.
Con l’inizio della scuola infatti, si passa da una routine più elastica e flessibile sia per i bambini, sia per i genitori, a ritmi più serrati che vanno assolutamente rispettati.

Ed è proprio da qui che consiglio di ripartire per alleviare questo vissuto di malessere non ben definito.

Anziché modificare la routine giornaliera da un giorno all’altro, sarebbe preferibile iniziare a modificarla poco alla volta per evitare bruschi cambiamenti. Questo permetterà anche di regolare nuovamente il ritmo sonno-veglia e di iniziare la scuola con una marcia in più.

Come accennato poche righe sopra, in Estate i ritmi si dilatano e anche i bambini tendono ad andare a dormire più tardi la sera e svegliarsi più tardi la mattina, fare quindi colazione più tardi e avere, essenzialmente, la giornata libera.
Al fine di iniziare il nuovo anno scolastico con le giuste energie, senza che le ansie prendano il sopravvento si può iniziare un paio di settimane prima ad intraprendere una routine di passaggio, che sia a metà strada fra quella estiva e quella invernale.
Spesso i bambini hanno difficoltà ad addormentarsi quando percepiscono un vissuto ansioso e questo porta, inevitabilmente, ad essere più stanchi la mattina dopo con tutte le difficoltà che ne conseguono.

E’ dunque importante, poco alla volta, portare i bambini ad andare a dormire all’orario in cui vi andranno durante la scuola. Questo permetterà, sempre piano piano, che si sveglino prima senza essere particolarmente stanchi e, una volta iniziata la scuola, avranno meno problemi sia ad addormentarsi, sia a svegliarsi.
Un’altra routine che si può modificare è quella dei pasti. Cercare di avvicinare l’orario dei pasti, sia del pranzo, sia della cena, a quelli abituali dell’anno scolastico.
In questo modo anche i ritmi circadiani (processi biologici che si susseguono in cicli di 24 ore, orologi interni che regolano funzioni fisiologiche) dei bambini inizieranno a riequilibrarsi, spostandosi verso la routine scolastica.
Questo permetterà di affrontare la scuola con maggiore prontezza, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista delle risorse mentali come l’attenzione.

Bibliografia:
Young, M.W. (2000, Marzo). The tick-tock of the biological clock. Scientific American, pp. 64-71.

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