Curiosità

Bambini e Regole

L’Importanza delle Regole

Bambini e regole, bambino che suona

E’ meglio essere genitori rigidi, dando molte regole oppure è meglio essere genitori più indulgenti dando poche regole?
Meglio essere risoluti e tenere la propria posizione fino in fondo, oppure è meglio cedere e andare incontro al volere del bambino?
Meglio indirizzare il bambino in tutto e per tutto oppure è meglio far decidere tutto a lui?

Queste sono solo alcune delle domande che ogni genitore si pone, non solo prima della nascita del figlio, ma anche durante la sua crescita.
Ad ogni fase importante della vita del bambino, andrebbe certamente rivista la modalità di approccio al bambino: ovviamente durante l’adolescenza l’approccio non potrà più essere quello che avevamo durante l’infanzia.

Concentriamoci però sulla prima infanzia e sull’importanza delle regole.
E’ importante dare regole ai bambini fin dalla nascita non solo per evitare che crescano adulti maleducati, ma affinché crescano adulti completi e consci dei propri limiti.
Dare regole significa dare confini. Confini stabili, che danno sicurezza e che ci delimitano lo spazio entro cui sappiamo di poter agire.

Quando noi adulti dobbiamo prendere una decisione e abbiamo 10 alternative, non siamo forse più frustrati rispetto a quando ne abbiamo solo 2?
Proviamo a pensare se un bambino non avesse regole, non avesse confini, si sentirebbe in questo stato di frustrazione continuo, senza sapere cosa può o cosa non può fare. Se non ha regole, non ha confini, pertanto potrebbe fare qualunque cosa ed è posto davanti ad una serie infinita di possibilità e l’infinito spaventa chiunque.

Le regole e le decisioni vanno dette in modo chiaro e mantenute, senza cedere al primo tentativo di sovversione.
E’ normale che alcune volte si facciano delle eccezioni alle regole, purché rimangano eccezioni e il bambino sappia che è stata una tantum. L’eccezione è divertente, fa sentire la complicità con il genitore, lo fa sembrare più “umano” , ma deve restare tale, altrimenti diventerà essa stessa la regola.
Il bambino consapevole dell’esistenza di regole sa fino a dove può spingersi, quali possono essere le richieste, sa quali sono le aspettative nei suoi confronti e sa la conseguenza del non rispettare una o più regole.
Ovviamente, quando il bambino cresce, alcune regole possono subire delle variazioni e essere oggetto di negoziazione. L’importante è, tuttavia, evitare che sia il bambino a dettare le regole di comportamento.

Non bisogna avere il timore che le regole facciano male ai bambini. Anche se spesso i bambini possono fare i capricci e cercare di andare contro una regola, è importante dimostrargli che quello è un confine che non va oltrepassato ed è fatto per il suo bene. Senza confini è come essere in mezzo al mare, non si sa dove andare e non si sa dove si vuole andare. I confini permettono di definirsi, di definire le persone che siamo e che diventeremo.

Durante l’adolescenza, i ragazzi sfidano molto quei confini, quelle regole. Lo fanno per misurarsi con se stessi, per capire chi sono loro e quanto quei confini siano in grado di tenere e ciò richiede un grande sforzo genitoriale. Se si cede, tuttavia, il rischio è che i ragazzi si trovino senza confini troppo presto, quando ancora non sono pronti.

Compito dei genitori è dare una delimitazione fino a che il bambino, ragazzo non sarà pronto a confrontarsi con l’infinito di possibilità che ha davanti.
Lasciamo all’età adulta la sensazione di essere “senza confini” esterni e la responsabilità di porsi i propri limiti, con le responsabilità che ne conseguono.

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