Curiosità

Bambini e Arti Marziali

Il ruolo delle Arti Marziali nello Sviluppo Psicofisico del Bambino (e dell’Adulto)

Come le Arti Marziali aiutino a sviluppare Attenzione e Autocontrollo

Le Arti Marziali sono discipline basate sull’inscindibile fusione di mente e corpo. Non sono una semplice ginnastica o una semplice attività sportiva. Sono qualcosa di diverso, qualcosa che va oltre. Ci sono molte tipologie di Arti Marziali, tutte accomunate da alcuni principi fondamentali quali un lungo percorso storico alle spalle, un significato psicologico profondo e uno scopo educativo.

L’attività corporea strutturata ha molti benefici sulla persona, sia a livello fisico, sia a livello psicologico. In modo particolare le Arti Marziali concorrono a migliorare l’autostima, a sviluppare la sfera emotiva e l’empatia verso l’altro, aiutano a sperimentare rapporti con i pari, la collaborazione per arrivare ad uno scopo comune, il rispetto delle regole sociali e la perseveranza.

Un aspetto da non sottovalutare per chi pratica arti marziali, e che le distingue dagli altri sport, è il rapporto con il Sensei. La parola Sensei consta di due parti: sen, che significa“prima” e sei, che significa “vita”. Il Sensei è, pertanto, qualcuno più avanti nel percorso della vita. E’ qualcuno che, attraverso l’insegnamento delle arti marziali stimola il progresso personale di ciascun allievo e lo fa nel Dojo (Do = via; Jo = Luogo). Il Dojo, non è una semplice palestra, ma un luogo dove ci si imbarca nel viaggio della scoperta, guidati appunto da qualcuno che vi è passato prima di noi.

In concreto…cosa aiutano a sviluppare le arti marziali?

Le arti marziali aiutano a:

– Sviluppare e potenziare le Funzione Esecutive e Attentive come l’allerta, ovvero la capacità di prestare attenzione fino al segnale di avvio e iniziare un’azione; il controllo della risposta, ovvero la capacità di monitorare quale sia il momento opportuno per agire; l’attenzione in tutte le sue declinazioni; il problem solving e la memoria di lavoro, in quanto è necessario ascoltare le indicazioni, elaborarle e tenerle a mente per metterle in pratica al momento giusto.

Gestire i conflitti della vita quotidiana, insegnando l’assertività.
Gestire i conflitti in maniera assertiva, significa essere in grado di gestirli evitando l’aggressività. Avendo la capacità di comunicare in maniera non aggressiva, ascoltare l’altro senza prevaricarlo e giungere ad una soluzione che sia il più favorevole possibile per entrambi.

Imparare rispetto e tolleranza verso i propri pari, sviluppando qualità sociali come l’empatia, la collaborazione, la responsabilità e la conoscenza dei propri limiti.

– Mantenere una condizione psicologica di rilassamento, che passa attraverso lo sviluppo dell’autostima e della respirazione. Tale condizione permette di non farsi sopraffare da emozioni negative e paure, tenendo sempre a mente chi siamo e i nostri obiettivi.

– Sviluppare la capacità di attendere una gratificazione, quindi della memoria prospettica che permette di immaginarsi lo scopo finale, anche se lontano nel tempo, e impegnarsi quotidianamente per un obiettivo che va al di là dei singoli allenamenti.

– Sviluppare la determinazione di impegnarsi in un percorso lungo e importante con la capacità di affrontare le difficoltà che, inevitabilmente, si incontrano durante la vita

– Sviluppare l’Autocontrollo, ovvero la capacità di gestire le proprie emozioni, i propri istinti, il proprio corpo e la propria mente.

Le Arti Marziali, permettono pertanto, se insegnate con criterio e con le giuste competenze, di sviluppare capacità sia dal punto di vista cognitivo, sia dal punto di vista affettivo e sociale. Diversi studi hanno infatti riportato come le Arti Marziali siano indicate anche per tutti quei bambini che hanno difficoltà di attenzione e di apprendimento.

Bibliografia:
Antonietti R., Educare al conflitto: il ruolo delle arti marziali.Stage Nazionale Aikido – Fesik e D.A. Diretto dal M. Dott. Michel Nehme – 24-26/9/10 Gaeta.
FACCIOLI, LUCIANO & ARDU, ELEONORA & Benso, Francesco. (2015). Funzioni Attentive Esecutive, gioco del calcio e apprendimenti. Difficoltà in Matematica Erickson Trento. 201 . 215.
Luccherino L. e Pezzica S., Sport e ADHD: un Campus Estivo residenziale per adolescenti con Disturbo da Defi cit di Attenzione e Iperattività.Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (2012), vol. 79: 467-478.


Curiosità

Il Parent Training

Cos’è il Parent Training e a Cosa Serve

Il Parent Training è un programma di aiuto rivolto ai genitori, con lo scopo di aiutarli a gestire comportamenti problematici di figli con ADHD o DDAI.

Rispetto all’ADHD o DDA/I, acronimo per Disturbo da Deficit di Attenzione /Iperattività , non vi è ancora un accordo condiviso in letteratura. Per dare un’idea molto generale e assolutamente non esaustiva, di questo disturbo, si può dire che è caratterizzato da difficoltà di attenzione, di concentrazione, difficoltà nel controllare gli impulsi, il proprio comportamento e di attendere per una gratificazione.
L’ ADHD non è una fase dello sviluppo e rappresenta serie difficoltà per la famiglia, per il singolo e per la scuola.
Con questo preambolo si vuole semplicemente dare un’idea di cosa sia l’ADHD alle persone che non erano a conoscenza di questo disturbo.

Scopo di questo articolo non è aprire un dibattito sull’ADHD, quanto quello di spiegare cosa sia il Parent Training e la sua funzione.

Il Parent Training (PT) ha come scopo quello di aiutare i genitori ad individuare e manipolare gli antecedenti che possono scatenare un comportamento problema. Imparare a controllare comportamenti problematici, utilizzare sapientemente i rinforzi positivi, le ricompense tangibili e quelle sociali.
Il Parent Training può essere fatto individualmente o a piccoli gruppi. E’ un percorso che viene svolto con una figura professionale preparata in quest’ambito, quale uno psicologo.
Il percorso si articola in circa 8 incontri in cui vengono affrontate le varie tematiche del caso, come le difficoltà educative, come avviare una comunicazione efficace, la relazione genitore-figlio, l’importanza delle regole, la contrattazione e le strategie educative più adatte nello specifico.

Il Parent Training consente di migliorare la relazione familiare non solo genitore-figlio, ma anche fra i due genitori.
Diverse ricerche illustrano come i genitori di figli con ADHD percepiscano uno stress più alto rispetto ad altri genitori. Un livello di conflittualità molto alto sia rispetto al figlio, sia rispetto all’altro genitore con un innalzamento dell’aggressività. Chiaramente tutte queste dinamiche negative non fanno altro che autoalimentarsi e fungono da carburante per comportamenti disfunzionali. Da qui nasce l’importanza di fermare questo ciclo che si auto-alimenta, per favorire un clima familiare disteso, in cui la coppia genitoriale ritrovi se stessa, dove il figlio venga vissuto come un alleato con cui poter dialogare e svolgere attività. E’ altrettanto importante poi, per il figlio far parte di un clima sereno, che non alimenti le proprie difficoltà, ma che riesca a gestirle, in modo che si abbassi anche il proprio senso di insoddisfazione e frustrazione.

Bibliografia:

DeWolfe N., Byrne J., e Bawden H., (2000), ADHD in preschool children: Parent-rated psychosocial correlates, “Developmental Medicine & Child Neuurology”, n 42, pp 168-192.

Vio C., Spagnoletti M.S. (2013), Bambini disattenti e iperattivi: parent training. Trento: Erickson

Progetti

Workshop PDP-PEI

Le valutazioni neuropsicologiche sono, ad oggi, sempre più frequenti in quanto permettono una diagnosi di DSA e/o ADHD. Gli insegnanti devono da una parte interpretare le relazioni che giungono loro e, dall’altra, redigere piani didattici personalizzati per ciascun alunno. Tutto ciò si va a sommare a tutte le scadenze e tutti gli oneri che gli insegnanti già possiedono. Si ritiene, pertanto, di massima importanza che gli insegnanti siano in grado di leggere ed interpretare in modo rapido, ma accurato le diagnosi neuropsicologiche al fine di redigere PDP e PEI personalizzati e accurati.
Obiettivo principale di questo workshop è illustrare quali siano le informazioni utili agli insegnanti per una corretta interpreazione della relazione e, successivamente, come impiegare tali informazioni per redigere PDP e PEI ad hoc per ciascun alunno. 

Il tutto avverrà in un totale di 3 incontri di 2 ore ciascuno in cui si affronteranno i temi sia da un punto di vista teorico, sia da un punto di vista pratico.
Costo per singolo incontro: 30 € – Costo per 3 incontri: 60 €
Numero minimo partecipanti: 4
Termine iscrizioni: 10 Gennaio
Info e prenotazioni: 0543.30518 – 375.5435697

Progetti

L’esperta risponde

Martedì 4 Dicembre, dalle 14.00 alle 18.00 potrai porre tutte le domande,
curiosità e dubbi riguardo i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)!

Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse nei confronti dei DSA, tuttavia l’informazione non è mai abbastanza! L’obiettivo di questa iniziativa è quello di sciogliere dubbi e perplessità che possono affliggere i genitori di bambini / ragazzi con DSA, o di quei genitori che hanno il sospetto che il proprio figlio/a rientri nella categoria dei DSA.

Si potranno chiedere informazioni rispetto a:

  • iter da seguire,
  • percorso diagnostico,
  • i doveri della scuola,
  • cosa può fare la famiglia,
  • cosa sono i DSA,
  • cosa significa che un bambino/ragazzo sia un DSA,
  • quali difficoltà si possono incontrare,
  • …e ogni altro dubbio che ti può venire in mente.

Come partecipare?

L’appuntamento è sulla pagina dello Stregatto su Facebook.
Potrai partecipare e fare domande tramite la chat messenger di FB!
Ci sentiamo martedì 4 dicembre, alle ore 14.00.

L’esperta:
Letizia Giribaldi, 
psicologa laureata in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica 
esperta in Disturbi Specifici di Apprendimento.

Progetti

L'esperta risponde

Martedì 4 Dicembre, dalle 14.00 alle 18.00 potrai porre tutte le domande,
curiosità e dubbi riguardo i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)!

Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse nei confronti dei DSA, tuttavia l’informazione non è mai abbastanza! L’obiettivo di questa iniziativa è quello di sciogliere dubbi e perplessità che possono affliggere i genitori di bambini / ragazzi con DSA, o di quei genitori che hanno il sospetto che il proprio figlio/a rientri nella categoria dei DSA.

Si potranno chiedere informazioni rispetto a:

  • iter da seguire,
  • percorso diagnostico,
  • i doveri della scuola,
  • cosa può fare la famiglia,
  • cosa sono i DSA,
  • cosa significa che un bambino/ragazzo sia un DSA,
  • quali difficoltà si possono incontrare,
  • …e ogni altro dubbio che ti può venire in mente.

Come partecipare?

L’appuntamento è sulla pagina dello Stregatto su Facebook.
Potrai partecipare e fare domande tramite la chat messenger di FB!
Ci sentiamo martedì 4 dicembre, alle ore 14.00.

L’esperta:
Letizia Giribaldi, 
psicologa laureata in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica 
esperta in Disturbi Specifici di Apprendimento.