Curiosità

Stalking

Cos’è lo Stalking

Stalking

Una rosa, un fiore lasciato sulla macchina o davanti casa. Un gesto all’apparenza innocente, ma non lo è. Non lo è perché è il primo di tanti gesti non desiderati, non richiesti e anzi respinti.
Non è una semplice attenzione, è un’attenzione eccessiva da parte di chi è stato rifiutato ma nonostante ciò conosce il numero di targa, il numero civico e persino le nostre più intime abitudini.
Quella spiacevole sensazione di non essere mai soli, di essere sempre oggetto di sguardi, di occhi penetranti che vorrebbero farti sua. L’idea di non essere più libera di uscire da sola, la paura di restare a casa da sola perché non sei mai realmente sola.
Trovare il coraggio dentro se stessi, fare finta di nulla, andare avanti. Continuare ad andare al lavoro, cambiando abitudini, cambiando strada, ma quella stessa sensazione di soffocamento, di mancata libertà. Ci provi, ti ripeti che smetterà, che col tempo passerà, con l’aiuto degli amici lo supererai, ma quel giorno non arriva mai.
Messaggi, telefonate, biglietti, lettere, regali, tutte attenzioni che non vuoi, che non cerchi, che rifuggi e che detesti, ma che non smettono mai

A volte si trova la forza e il coraggio di chiedere aiuto, ma ci si sente rispondere che non c’è da preoccuparsi, sono solo regali. E ci si sente guardate con quegli occhi che lasciano intendere: sono regali che tutte le donne vorrebbero. Eppure no! Non è così, non tutte le donne desiderano certi regali, ma soprattutto non li vogliamo da parte di chi abbiamo rifiutato. Ti senti lentamente scivolare in un baratro dove non ti senti compresa da nessuno.
Se hai rifiutato i regali, non ci sono prove, se li hai accettati… signorina, lei li ha accettati, pertanto deduco che in fondo le facciano piacere queste attenzioni.
Quelle frasi che ti fanno gelare sulla sedia, lì come sei. Dopo tutto quel tempo passato ad aver paura, a cercare di nasconderla, a far finta di nulla pur sentendoti in trappola e poi trovare il coraggio di chiedere aiuto e ancora, sprofondare ancora in quella paura, in quel disagio adesso più profondo che mai perché pensi di aver tentato il tutto per tutto.

Lo stalking non è un gioco, non si tratta di regali che tutte vorrebbero, no! E’ un reato, è una persecuzione. Sentirsi imprigionate, non essere libere di uscire senza sentirsi continuamente oggetto di sguardi, di attenzioni non richieste e soprattutto non volute.
E’ invece importante agire il prima possibile, chiedere aiuto senza aver paura.

Se potessi esprimere un desiderio, chiederei che tutti gli uomini potessero provare cosa significhi veramente essere una donna, sentire e vivere sulla propria pelle le difficoltà, gli sguardi, i giudizi, le battute, i pensieri che noi tutte almeno una volta nella vita abbiamo ricevuto. Ecco, allora, se al risveglio gli uomini si ricordassero realmente cosa significa vestire i panni di una donna e fossero coraggiosi abbastanza da agire, allora forse avremmo una società diversa, dove le voci delle donne vengono prese sul serio, dove uomini e donne si schierano veramente dalla stessa parte contro le ingiustizie, avremmo un mondo e una società migliore, dove poter crescere e vivere senza paure.

Curiosità

Prevenzione

Seggiolini anti-abbandono
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L’importanza della Prevenzione

(seggiolini Anti-Abbandono)

Da pochi giorni sono stati resi obbligatori i seggiolini anti-abbandono per le auto. Colgo anche io l’occasione per parlare, non direttamente di questa nuova norma, ma di un argomento più generale: la Prevenzione.
Prevenzione significa (dal lat. praevenire, comp. di prae– «pre-» e venire «venire» ): venire prima. Ovvero muoversi prima che qualcosa avvenga. Perché è così importante la prevenzione?
La prevenzione può essere fatta in qualsiasi ambito, da quello medico, sociale, psicologico a quello meccanico e in tutti questi casi la prevenzione aiuta da una parte perché lavorare prima che un problema sia conclamato, permette un risparmio economico, dall’altro permette di avere prognosi migliori.
Non è semplice lavorare sulla prevenzione perché significa lavorare prima che il problema vero e proprio arrivi e spesso questo ci inibisce, rimandando la cura a quando il problema esiste, in forma acuta o cronica. Lavorare su una malattia o su un danno quando sono presenti, è senz’altro più impegnativo e porta ad un dispendio maggiore sia a livello economico, sia a livello di energie.

Un paese sano, lavora di prevenzione, un paese malato lavora sulla malattia.

Anche in questo caso i seggiolini anti-abbandono sono la pillola per la cura, non la prevenzione.
Ci si è forse chiesti il perché alcuni genitori dimentichino i bambini in auto? Oppure, visto il problema, si è cercato di fornire una soluzione veloce e semplice?
In fondo è una risposta figlia di questo tempo: una risposta semplice e veloce ad un problema profondo e complesso.

Avrebbe richiesto troppe energie scavare nel profondo e avrebbe portato alla luce delle risposte troppo complesse per il tempo che stiamo vivendo.
Il tema della genitorialità è un tema più che mai complesso.
Quando nasce un bambino, nasce immediatamente una coppia genitoriale che deve affrontare tanti cambiamenti e tante sfide, deve ridefinirsi, senza perdersi, attorno al nuovo arrivato.
Il padre ha 5 giorni di congedo…sì solo 5 giorni, come se il padre fosse meno genitore rispetto alla madre, come se del figlio dovesse occuparsene solo ed esclusivamente la mamma. Non sarebbe meglio però che il padre avesse più giorni? Non sarebbe forse importante che il padre potesse essere presente nel periodo successivo al parto? In modo da aiutare la nuova mamma, che ha attraversato un’infinità di cambiamenti e di emozioni durante i 9 mesi, nella gestione del bambino e avere, entrambi, la possibilità di dormire qualche ora in più?
Questo è solo un esempio di cosa significa fare prevenzione. Aiutare la nuova coppia genitoriale nell’affrontare le paure, le fatiche e i cambiamenti che portano la nascita di un bambino.

I seggiolini anti-abbandono non sono una reale soluzione, è necessario fare una prevenzione importante.
Perché riteniamo poi che il telefono sia qualcosa che non possa essere dimenticato, mentre un bambino si? Dove siamo finiti? E’ davvero questo che vogliamo? Vogliamo davvero che tutto dipenda dalla tecnologia? Anche nostro figlio?

Io vorrei credere in un’epoca in cui la prevenzione e la salute vengano prima del resto, vengano prima del lavoro, un’epoca in cui si ritrovi la dimensione dell’umano.

Curiosità

Zii e Nipoti

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Chi sono gli Zii? Rapporto tra Zii e Nipoti

Non tutti i bambini hanno la fortuna di avere degli zii e non tutti hanno la fortuna di avere degli zii presenti.
Avere uno o più zii significa avere degli adulti di riferimento che non siano i propri genitori, questo conferisce allo status di zio, un ruolo molto particolare.
Lo zio è quella persona che ama incondizionatamente il proprio nipote, che crede in lui, che si emoziona la prima volta che lo prende in braccio e che lo pensa, lo immagina e già gli vuole bene prima ancora che nasca. E’ una persona non solo vicina alla famiglia, ma anche vicino alla coppia genitoriale, con cui i genitori possono confrontarsi senza temere giudizi.
E’ quella persona che regala ai genitori una serata libera, solo per stare un po’ con i propri nipoti.

E’ quella figura che può scherzare, che può permettersi di compiere delle eccezioni con i propri nipoti. E’ una figura un po’ di tramite perché il suo ruolo gli permette di creare un rapporto di maggiore complicità rispetto ai genitori che, specialmente quando i bambini sono piccoli, devono rivestire un ruolo maggiormente autoritario. Lo zio o la zia sono quelle persone che possono anche permettersi di tenere una posizione dura, senza scendere a compromessi, proprio perché, a differenza dei genitori, non vivono quotidianamente con i nipoti.

Gli zii sono anche punti di riferimento durante quel particolare periodo della vita chiamato adolescenza, quando i ragazzi mettono tutto e tutti in discussione, quando si hanno punti di rottura con i genitori e quando si vuole uscire dalle regole.
Ecco, in quel periodo gli zii possono giocare un ruolo fondamentale proprio perché sono molto vicini al nucleo familiare senza direttamente farne parte. Sono figure di cui i ragazzi si fidano e vengono messe meno in discussione rispetto ai genitori proprio in virtù di quel rapporto particolare.

Avere uno o più zii è una fortuna ed esserlo lo è ancora di più.
Essere zii significa avere delle responsabilità, significa dare l’esempio, significa esserci sempre. Significa costruire un rapporto di amore con i propri nipoti, un rapporto tutto particolare che è diverso sia dal rapporto genitore/figli, sia dal rapporto nonno/nipote. Se da una parte i genitori hanno un ruolo più autoritario e i nonni un ruolo incentrato sull’accoglienza, il ruolo degli zii è un ruolo di mezzo dove è richiesto essere autoritari, alle volte anche più dei genitori, senza mai perdere però quel lato di umanità, di accoglienza e di scherzosità. Significa creare una complicità particolare che è diversa per ogni nipote, significa far passare il messaggio io per te ci sarò sempre, di me ti puoi fidare.

Ecco, essere zii è una grande responsabilità, ma è una delle cose migliori che possa capitare.