Curiosità

Regali a Natale

Cosa Regalo quest’anno a mio figlio o mio nipote?

Regali a Natale
Photo by Brett Sayles on Pexels.com

Come tutti gli anni, il Natale è alle porte e la maggior parte di noi, nonostante tutti i buoni propositi, è rimasto indietro con i regali e la stessa domanda ci ronza per la testa
Cosa regalo quest’anno a mio nipote o a mio figlio?
Anche in questa circostanza non posso fare a meno di sottolineare l’importanza di regali utili, sì i regali utili esistono anche per i bambini. Sono tutti quei regali che li aiutano a sviluppare alcune abilità cognitive, sociali, emotive e di collaborazione.
Si sa che ogni bambino ha i propri desideri e si fa fatica a disattenderli. Può essere tuttavia una buona strategia quella di mettersi d’accordo fra parenti e amici rispetto ai regali da fare in modo tale da non pensare al singolo regalo, ma al panorama di regali che il bimbo in questione riceverà.

Mi spiego meglio. Non è del tutto utile rispondere alla richiesta di un bambino con 3-4 oggetti simili. Meglio piuttosto fare un regalo scelto da lui e altri regali, sempre adatti ai bambini, ma diversi sia per materiale, sia per funzione.
Se, pertanto, il bambino ha chiesto una macchinina e un dinosauro, piuttosto che regalargli 10 macchinine e 11 dinosauri, può essere una buona idea quella di regalare, accanto a quanto desiderato dal bambino, anche libri, giocatoli in legno, puzzle, matite, fogli, album per colorare,… sui temi a lui cari.

In questo modo non ci saranno favoritismi all’interno degli stessi regali mi piace più la bambola dello zio piuttosto che quella della zia , confronti sempre spiacevoli specialmente in un giorno speciale come quello di Natale e si consente al bambino di esplorare e di sperimentarsi in ambiti nuovi.
E’ sicuramente molto importante anche regalare giochi che si possano fare insieme, proprio il giorno di Natale. Cerchiamo di far passare il messaggio ai bambini che il giorno di Natale non è speciale perché si ricevono tanti regali, ma perché si sta tutti insieme e quale modo migliore se non quello di regalare un gioco che favorisca lo scambio e il giocare insieme?
Ancora una volta, sono favoriti giochi come i puzzle, dobble, le costruzioni grandi e piccole, i libri, i giochi di società, giochi a incastro,…

Ecco alcune idee interessanti:

  • I colori delle emozioni di Anna Llenas e D. Gamba. Un libro molto bello che permette ai bambini (di tutte le età) di nominare le emozioni e di prendere confidenza con esse.
  • Di che colore è un bacio? di Rocio Bonilla e S. V. Malizia. Anche questo libro incentrato sulle emozioni e sulla difficoltà di riuscire a dare un colore ad esse.
  • Il lupo che voleva cambiare colore di di Orianne Lallemand e É. Thuillier. Un libro che esplora la voglia di cambiare, di essere qualcun’altro e l’importanza di essere se stessi.
  • Dobble gioco veloce e divertente che può coinvolgere tutta la famiglia, utile per migliorare le abilità cognitive, il confronto fra oggetti e la velocità occhio-mano.
  • Il gioco del lupo. Corri Lupo! anche questo gioco, proprio come il precedente, è un gioco di carte che aiuta a sviluppare capacità cognitive e la velocità.

Cerchiamo, infine, di essere abbastanza originali e di non pensare solo al giorno di Natale, ma piuttosto all’anno intero: cosa gli è servito durante l’anno trascorso? Di cosa può aver bisogno il prossimo anno e ancora, quali interessi sembra aver sviluppato ?

Dovremmo cercare di cogliere il Natale come occasione per regalare giochi e giocattoli utili ai bambini, cercando di cogliere le loro curiosità e condividere con loro il tempo, sempre troppo poco e sempre troppo frenetico durante tutto l’anno.

Curiosità

Fratelli

Rapporto tra Fratelli, c’è Differenza fra Primo e Secondogenito?

Fratelli e Sorelle
Photo by Pixabay on Pexels.com

Quando nasce un secondo bambino, il sistema di relazioni familiari cambia molto.
La mamma, nei primi mesi, deve dedicare molte attenzioni al nuovo nato e questo conduce all’intensificarsi del rapporto fra il primogenito e il padre. Piano piano, il piccolo cresce ed inizia ad interagire sempre di più anche con il padre e con il fratello. Ecco che nell’arco di due anni si va a configurare una tetrade in cui si possono distinguere due sottoinsiemi: quello dei fratelli e quello dei genitori. Si va quindi a definire un rapporto gerarchico fra i sottoinsiemi e relazioni orizzontali entro i sottoinsiemi.

Non sempre è semplice per il primogenito, accettare e accogliere con amore incondizionato il fratellino. Spesso risulta diverso da quanto aveva immaginato e non risulta quel compagno di gioco ideale in cui sperava.
Il rapporto fraterno è senza dubbio una palestra emozionale, sociale e frutto di apprendimento per entrambi i fratelli.

Malgrado passino molto tempo insieme, i fratelli sono molto diversi gli uni dagli altri. Un po’ perché i genitori si occupano di loro in modo diverso per rispondere alle diverse età e alle specifiche temperamentali di ognuno e un po’ perché i fratelli tendono a sviluppare caratteri differenti e a volersi distinguere.

Il primogenito sperimenta, a differenza del fratello, un momento (più o meno lungo) da figlio unico, mentre i secondogeniti entrano a far parte di una dinamica familiare già esistente, con regole e routine già stabilite, dovendo fin da subito dividere e condividere i momenti e le attenzioni dei genitori.

Si ritiene che queste piccole differenze possano concorrere a influire sui caratteri dei bambini.
Il primogenito è candidato a diventare più autoritario, più ambizioso e più dedito alla famiglia assumendo un ruolo protettivo per il fratello minore. Il secondogenito, non dovendo sperimentare l’arrivo di un fratellino e godendosi momenti di maggior indulgenza in virtù di essere il più piccolo, riveste tuttavia un ruolo più basso nella gerarchia. Questo può generare sensi di inferiorità, non sentirsi all’altezza, sfiducia e minor autostima. Ciò gli consente di staccarsi con maggiore facilità dalla famiglia, per trovare la sua strada e sperimentare le proprie abilità sociali.

Il rapporto tra fratelli è un rapporto complesso, non solo per quello di cui sopra, ma anche per le dinamiche interne.
Da una parte la condivisione di giochi e giocattoli, dall’altra la necessità di un proprio spazio, da una parte la voglia di imitarsi l’un l’altro, dall’altra la volontà di differenziarsi e avere una propria personalità. Troviamo da una parte l’amore fraterno, dall’altro le liti, le discussioni e il conflitto.

Ma…Cosa significa avere un Fratello o una Sorella?

Avere un fratello o una sorella maggiore significa avere un punto di riferimento diverso dai genitori, un punto di riferimento meno giudicante, ma che non si vuole in alcun modo deludere, una luce che ti illumina la strada della vita…grande peso da portare per un bambino, un ragazzo poco più grande di noi.

Avere un fratello o una sorella minore, significa avere qualcuno che sappia leggerci dentro senza giudicarci significa credere più nelle sue potenzialità che nelle nostre, significa crederci così tanto che è impossibile che non riesca nei suoi obiettivi…grande peso da portare per un bambino, un ragazzo poco più piccolo di noi.

Crescendo, inevitabilmente, i rapporti cambiano, diventano più egualitari in quanto il fratello minore cerca di modificare il rapporto col più grande per essere visto non più come fratellino da proteggere, ma come pari con cui relazionarsi e in quanto il fratello maggiore esercita meno potere.

Il rapporto tra fratelli dipende da molti fattori, non solo da quelli elencati precedentemente , non esiste, infatti, una ricetta certa. La famiglia, l’ambiente e il temperamento dei singoli incide molto sullo sviluppo del legame fraterno e ogni coppia di fratelli è diversa dall’altra.

Tuttavia, quando è presente, l’amore fraterno è un legame fortissimo, indissolubile che va oltre le barriere del tempo e dello spazio. Un legame che cambia continuamente, passando dalle discussioni per i giocattoli a quelle adolescenziali, dai segreti d’infanzia alla complicità adulta.

Bibliografia:
Berti A.E., Bombi A.S., Corso di psicologia dello sviluppo, il Mulino, Bologns, 2008.