Curiosità

La Giusta Forma Mentis per affrontare la Quarantena

Quali Sensazioni viviamo ogni Giorno e come possiamo essere Positivi, nonostante le Difficoltà?

la giusta forma mentis per affrontare la quarantena

I giorni scorrono, uno dopo l’altro assomigliandosi sempre di più. Le giornate fuori sono meravigliose, il sole risplende e si sentono gli uccellini cantare. La voglia di uscire è più forte che mai. Ma come si fa a non farsi prendere dall’amarezza, dalla tristezza, dall’ansia e dalla paura?

Ci sono molti modi per affrontare situazioni difficili. Anche se sembra strano, dobbiamo capire bene che dipende da noi come decidiamo di affrontare le difficoltà e le paure. Possiamo quindi restare passivi e farci vivere dagli eventi, farci sopraffare dalla paura e dall’angoscia per il futuro, oppure possiamo vivere attivamente.

Se decidiamo di vivere passivamente, probabilmente ci sentiamo soffocare da tutta questa situazione. Ogni giorno è uguale al precedente, non distinguiamo più il sabato dal lunedì, cerchiamo di far passare il tempo pensando “finalmente è sera e un altro giorno se ne va”.
In questo caso è naturale che brutti pensieri e paure ci vengano a trovare perché trovano un terreno fertile per crescere. La paura e l’ansia si auto-alimentano e crescono sempre più.

Se invece decidiamo di vivere attivamente, ecco che le giornate hanno tutte un significato diverso. Distinguiamo bene un giorno dall’altro perché, nonostante una routine, riusciamo a trovare un’attività, un dettaglio che permette di distinguerli e, soprattutto, di apprezzare ogni singolo giorno.
Ecco che le paure e le angosce ci sono lo stesso, ma hanno meno forza. Ci permettono di riflettere su quanto stia avvenendo, ci permettono di preoccuparci per noi e per i nostri cari, ma in maniera salutare, senza divorarci e senza assumere il controllo di noi stessi. Siamo in grado di riflettere sulla nostra vita, su quello che vorremmo cambiare e, magari, iniziare a cambiarlo davvero.

Il modo in cui decidiamo di vivere questo periodo dipende da noi. Certamente ci saranno giorni più grigi di altri, ma sta a noi decidere se subire o se reagire.
Sta a noi scegliere chi essere, se essere paranoici, impauriti e arrabbiati col mondo, oppure se riflettere, aiutare e comprendere gli altri.

Oggi più che mai serve essere empatici e volersi bene, non solo verso gli altri, ma anche verso noi stessi. Dobbiamo volerci bene e questo significa anche non permettere a emozioni negative di pervaderci.
Abbiamo parlato qualche articolo fa di come sia importante avere una routine e di come possa aiutarci a superare questo periodo. Dobbiamo però anche credere in noi stessi e nella capacità di gestirci.

E’ necessario cambiare il modo di pensare, rigirare al positivo le affermazioni. Non siamo agli arresti domiciliari, siamo in casa perché questo ci permette di superare un momento difficile per tutto il mondo, stiamo in casa perché siamo al sicuro e restando a casa proteggiamo noi e i nostri cari. Dobbiamo passare dal pensare in maniera individualistica ed egoistica a pensare in maniera altruistica. Non pensiamo sono chiuso in casa, proprio adesso che ci sono delle belle giornate; sono chiuso in casa a Pasqua e a pasquetta,… Pensiamo piuttosto che stare in casa serve per proteggere noi e gli altri. Altri che possono essere sconosciuti, ma anche amici e persone care. Pensiamo quanto sia bello vedere il sole, anche solo dalla finestra. Pensiamo che siamo noi, attivamente e coscientemente a voler restare a casa perché questo è un gesto di altruismo e più riusciamo a stare a casa, prima torneremo a sentire il sole sul nostro viso e prima torneremo a vedere il mondo.

So che può sembrare un filosofeggiare, ma il potere del pensiero è forte e prima lo capiamo, prima possiamo trasformare le nostre sensazioni e il nostro vissuto da negativo in positivo e contagiare di pensieri positivi anche gli altri.

Curiosità

Vivere con Bambini in casa ai Tempi del Coronavirus

Sopravvivere alla reclusione forzata

Casa, Bambini e Coronavirus

Sono passati ormai 11 giorni dal dpcm del 9 Marzo. Da allora (per alcune regioni anche da prima) le misure restrittive chiedono alla maggior parte dei cittadini, bambini compresi, di restare a casa. Ogni giorno assistiamo ad un inasprimento delle restrizioni e questo si riflette su di noi, sulle nostre abitudini, sul nostro umore e sulle nostre relazioni.

I bambini e i ragazzi seguono le lezioni online e molti di loro hanno più compiti del solito. Non poter partecipare in maniera più attiva, soprattutto per tutti quei bambini e ragazzi che hanno difficoltà di apprendimento e di concentrazione, può essere frustrante, demotivante e motivo di rabbia.

Molti genitori si sono ritrovati da un giorno all’altro ad avere i bambini a casa tutto il giorno. Questo ha significato diverse cose: organizzarsi per non lasciare i bambini a casa da soli e per permettere loro di seguire le lezioni online. Da non sottovalutare anche la convivenza 24 ore su 24 e tornare a dover aiutare i bambini nello svolgimento dei compiti. Molte famiglie si affidano, infatti, a doposcuola specializzati e i genitori si sono trovati, pertanto, a dover seguire, oltre che il proprio lavoro, anche i bambini e i compiti. Questo significa anche avere a che fare non solo con lezioni ed esercizi, ma anche con stanchezza, svogliatezza, difficoltà di concentrazione, delusione, frustrazione e rabbia per non riuscire a svolgere velocemente i compiti.

Questo accade in molte famiglie. Ce ne sono molte altre in cui invece entrambi i genitori lavorano e il tutto è molto più complicato. Altre in cui entrambi i genitori sono a casa e subentrano ansie, paure e tensioni difficili da gestire.

Come possiamo uscire da tutto questo?

La situazione non è semplice per nessuna famiglia, ognuna affronta questa situazione in modo differente, cercando di arrivare a sera (sperando che i bambini in questione dormano).

Chiaramente nessuno ha una soluzione semplice poiché ogni problema complesso richiede soluzioni articolate e, spesso, difficili da mettere in pratica tout court.

Vediamo però alcuni suggerimenti per cercare di uscire da questa giungla in cui non si vede neppure uno spiraglio di luce.

Se continuiamo ad arrancare cercando solo di arrivare a sera. Se, davanti al crepuscolo, pensiamo: “finalmente, un altro giorno sta per finire”. Se continuiamo a guardare l’orologio contando i minuti, ne usciremo a pezzi, con l’umore devastato e la personalità più fragile che mai.

Il consiglio che tutti danno è quello di essere positivi, ma non è facile.

Un consiglio che do io è quello di organizzarsi. Sì, organizzare le giornate. Spendere un pomeriggio tutti insieme, bambini compresi, per organizzare una routine per tutti, alternando momenti di gioco a momenti di relax e di studio.

…ognuno ha le proprie esigenze…

Ovviamente ogni famiglia, in base alle proprie esigenze e alle proprie possibilità, cercherà di sviluppare una routine propria. E’ anche possibile che venga buttata giù una routine che nella teoria è perfetta, ma poco applicabile nella pratica. E’ quindi importante avere la capacità di modificarla in base ai riscontri oggettivi. Sempre molto importante è coinvolgere i bambini in questo, in modo che abbiano un ruolo attivo. Questo da una parte li renderà più partecipi, dall’altra sarà una spinta motivazionale per rispettare la routine stessa.

Per definire la routine si parte da ciò che non può essere evitato: le lezioni o i compiti per i bambini e il lavoro per i genitori (in smart working). Decidere un momento della giornata dedicato a questo, ad esempio la mattina.
Nel pomeriggio cercare di alternare momenti di compiti a momenti di svago. Quindi programmare già a priori 2 o 3 pause durante lo studio. Pause in cui ci si può rilassare, fare merenda o svolgere un breve gioco. Ogni pausa non deve superare i 15’, altrimenti sarà poi difficile riprendere i compiti. Tenere un’attività molto piacevole per la fine completa dei compiti, in modo da spronare i bambini a finire il più velocemente possibile i compiti. Importante sono i momenti di pausa anche per i genitori. Cercare di suddividersi i carichi e le attività, in modo da avere ogni giorno almeno mezz’ora o un’ora da dedicare a sé, senza avere la preoccupazione di pensare ad altro.

Possono sembrare consigli banali, ma spesso sono proprio le cose che diamo per scontate ad essere importanti. E’ infatti possibile che abbiamo cercato di impostare le giornate fin da subito, ma lo abbiamo fatto in maniera frettolosa, senza tenere conto dei cambiamenti, dei bisogni dei genitori e di quelli dei bambini. Di vitale importanza, in questo periodo di stretta convivenza è quello di stabilire una routine condivisa da tutti i membri della famiglia. Essenziale è anche far capire l’importanza di uno spazio proprio, per ognuno. Pertanto i bambini avranno bisogno di un momento di svago e di gioco, così come i genitori avranno bisogno di un momento per pensare a sé e per rilassarsi. Ricordiamo che parlare e raccontare è molto importante e può dare più frutti di quelli che pensiamo.

Per Consigli più Mirati:
letiziagiribaldineuropsicologa@gmail.com