Curiosità

Quanto siamo influenzabili dai giudizi altrui?

Il conformismo e gli esperimenti di Ash (parte I)

Abbiamo visto nel precedente articolo quanto la situazione possa influenzare il nostro comportamento. Vediamo oggi quanto sia facile conformarsi alle idee di un gruppo.

Cosa si intende per conformismo?

Per conformismo si intende un cambiamento del comportamento, dei pensieri e dei sentimenti delle persone a seguito della pressione, reale o immaginaria, di un gruppo.

Prima di procedere a raccontare uno dei tanti esperimenti fatti in questo ambito, è importante spiegare cosa sia la norma sociale.  Essa è una regola condivisa, implicitamente o esplicitamente, da un gruppo. L’ interazione tra i diversi componenti di un gruppo fa sì che pensieri e comportamenti divengano simili tra loro. In presenza di un compito valutativo, ambiguo o ben definito, i giudizi dei singoli individui finiscono per convergere. Da qui nasce la norma sociale.

Esperimento di Asch sulla pressione del gruppo

Lo scopo di questo esperimento è quello di comprendere quanto la pressione di gruppo, possa fare cambiare opinione al singolo.

In questo esperimento ci sono 7 complici dello sperimentatore e 1 soggetto ingenuo. Il compito è quello di valutare quale di 3 linee verticali, di diversa lunghezza, sia uguale alla linea standard. E’ quindi un compito percettivo NON ambiguo.

I complici dello sperimentatore, forniscono risposte sbagliate in maniera unanime. Si osserva come il soggetto ingenuo, dapprima convinto della sua risposta, mano a mano che il tempo passa, modifica la sua risposta aderendo alla risposta sbagliata del gruppo. Il 76% dei soggetti ingenui, si conforma almeno una volta al giudizio erroneo, ma condiviso del gruppo.

Perché ci facciamo influenzare così tanto?

Innanzitutto è necessario distinguere un cambiamento superficiale, quindi un cambiamento in cui non crediamo fino in fondo, da un cambiamento reale e profondo.

Cerchiamo di far convergere sentimenti e comportamenti verso una norma comune in quanto crediamo che il gruppo abbia ragione e perché vogliamo essere accettati dal gruppo. A questo si aggiunge l’effetto di consenso illusorio, ovvero la tendenza a sopravvalutare la concordanza altrui rispetto alle proprie opinioni e ai propri comportamenti. Inoltre, vedere il mondo come lo vede la maggior parte delle persone e concordare con le opinioni altrui, aumenta il nostro senso di sicurezza.

Quali riflessioni possiamo trarne?

Quello raccontato, è soltanto uno dei tanti esperimenti eseguiti in questo ambito per studiare l’influenza che i gruppi hanno sul singolo. Lo scopo era quello di essere un po’ più consapevoli di quanto siano volubili i nostri giudizi e i nostri pensieri. Pensare con la propria testa è di fondamentale importanza. Siamo, come abbiamo visto, facilmente influenzabili anche per giudizi oggettivi, figurarsi per aspetti soggettivi della realtà! Questo deve portarci a riflettere su quanto sia importante pensare in maniera individuale, studiare e approfondire da fonti certe. È importante soprattutto in quest’epoca in cui le notizie false circolano liberamente senza controllo e rischiano di influenzare la nostra vita, i nostri pensieri e i nostri comportamenti senza che ce ne rendiamo conto.

Cerchiamo di credere in noi stessi e, davanti ai dubbi, di studiare e approfondire.

Bibliografia:
Delcuratolo, C. (2016). Conformismo E Obbedienza. Gli Esperimenti Di Milgram E Zimabardo, La Critica Di Haslam E Reicher. Piesse, Anno 2 N. 1

Curiosità

Discalculia

Che cos’è la Discalculia?

Discalculia

La discalculia fa parte dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e riguarda le abilità matematiche e di calcolo. Fanno parte dei DSA anche dislessia, disortografia e disgrafia, di cui abbiamo già parlato in articoli precedenti. Oggi approfondiamo l’aspetto della discalculia, chiarendo alcuni punti fondamentali.

Fino ad adesso sono stati identificati almeno 2 profili di discalculia. Un primo profilo è relativo alle difficoltà nella cognizione numerica di base e l’altro è relativo alle difficoltà nelle procedure esecutive e del calcolo scritto.

Profilo 1: Discalculia e cognizione numerica di base

La cognizione numerica di base riguarda tutte quelle abilità innate che vengono sviluppate dai bambini dalla nascita in poi. Questo significa che ci sono alcune competenze numeriche che ognuno di noi sviluppa prima di accedere alla scuola primaria e che hanno una base innata. Mano a mano che il bambino cresce, sviluppa diverse competenze quali: subitizing (capacità di distinguere in modo rapido la quantità di un numero di oggetti), quantificazione, comparazione, seriazione e strategie di calcolo a mente. Queste sono le basi su cui poi si andranno a sviluppare le procedure esecutive che impariamo a scuola.

Esempi di Difficoltà nella cognizione numerica di base

Bambini e ragazzi che non abbiano sviluppato appieno queste capacità, possono, ad esempio, presentare difficoltà nell’ordinamento di numeri dal più piccolo al più grande su una linea immaginaria, avere difficoltà nel distinguere velocemente insiemi più o meno numerosi o avere difficoltà a distinguere quale numero è maggiore dell’altro.

Si può fare qualcosa per questo profilo di discalculia?

Sì! Nel caso in cui si notino alcune difficoltà sopra descritte, è possibile sia fare un accertamento delle abilità, sia impostare un percorso di potenziamento. Il percorso permetterà di migliorare e consolidare le basi. Dato che si tratta di abilità che dovrebbero essere innate, prima si agisce e meglio è al fine di agevolare i futuri apprendimenti scolastici.

Profilo 2: Discalculia e procedure esecutive

Il secondo profilo di discalculia, si riferisce invece a difficoltà relative alle procedure esecutive e alle difficoltà di calcolo.
Fanno parte delle procedure esecutive la lettura, la scrittura e la messa in colonna dei numeri. Fanno, invece, parte delle difficoltà di calcolo il recupero dei fatti numerici (tabelline e operazioni semplici) e gli algoritmi (regole) del calcolo scritto.

Esempi di difficoltà e procedure esecutive

Chi rientra in questo secondo profilo può presentare difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri e confondere, ad esempio il 6 e il 9,  sbagliare nel mettere in colonna i numeri per eseguire le operazioni, avere difficoltà nel ricordare le procedure per eseguire i calcoli e avere difficoltà a ricordare anche le operazioni più semplici come le tabelline.

Si può fare qualcosa per questo profilo di discalculia?

Anche in questo caso la risposta è sì! E’ possibile intervenire, sia per valutare realmente le abilità, sia per potenziarle e aiutare i bambini e i ragazzi nelle procedure matematiche e nei calcoli.

Riassumendo…

Nel primo profilo descritto, si hanno difficoltà rispetto alle procedure di base che dovrebbero essere innate, nel secondo profilo invece si hanno difficoltà legate alle procedure esecutive.

La discalculia è diagnosticabile a partire dalla fine della 3° primaria, differentemente da dislessia e disortografia che possono essere diagnosticate a partire dalla fine della 2° primaria. Nonostante questo, è comunque possibile eseguire dei test che valutino i prerequisiti necessari per sviluppare correttamente le abilità numeriche e di calcolo.


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